PULIZIA E MANUTENZIONE
Piastrelle:
L’efficacia nella funzionalità del pavimento o del rivestimento non dipende dalla posa ma anche dalla pulizia iniziale, si consiglia dunque di utilizzare prodotti specifici, opportunamente dosati e diluiti in base alle caratteristiche del materiale posato.
Pulizia di fine cantiere:
è importante eliminare ogni residuo di cemento con detergenti a base acida diluiti come da etichetta, ricordarsi di bagnare abbondantemente le fughe in modo da non variare la colorazione scelta, in seguito lavare e sciacquare ripetutamente e non calpestare prima di 48-72 ore.
Legno:
se verniciato il pavimento ha già avuto un trattamento superficiale protettivo che permetterà di mantenere le caratteristiche per lungo tempo, si consiglia per la pulizia ordinaria di rimuovere la polvere con appositi panni cattura-polvere o aspiratori, lavare con un panno umido e ben strizzato con acqua e un detersivo neutro, evitare l’uso di alcol ammoniaca e solventi.
Se oliato si consiglia di proteggere il pavimento sottoposto a forti sollecitazioni con un apposito Olio per la manutenzione e per la pulizia ordinaria di rimuovere la polvere con appositi panni cattura-polvere o aspiratori, lavare con un panno umido e ben strizzato con acqua e un detersivo neutro, evitare l’uso di alcol ammoniaca e solventi.
Se prelevigato o spazzolato o in listelli le istruzioni per la pulizia verranno fornite dal fabbricante sei prodotti usati
IL TONO Il tono delle piastrelle pur essendo indicativo del prodotto, è tuttavia soggetto a variazioni tipiche del processo di cottura. Tale diversità può evidenziarsi in particolar modo su materiali con effetto pietra o genere rustico, dove è possibile riscontrare differenti tonalità anche all’interno della stessa partita prodotta.
Per quanto riguarda il legno, il tono del colore è soggetto a modifica in relazione al trattamento superficiale e all’esposizione alla luce.
Ad esempio doussìè, merbau, e panga panga presentano macchie più chiare evidenziate in seguito all’esposizione alla luce solare; il ciliegio americano e acero canadese presentano macchie scure dovute a sacche di resina; il rovere presenta striatura proprie della specie legnosa mentre il teak che si presenta stonalizzato con il passare del tempo tende ad unificare il colore.
LA SUPERFICIE
L a superficie delle piastrelle può essere smaltata o non smaltata, se smaltata la piastrella è ricoperta da un sottile strato vetroso, se non smaltate possono presentare una superficie levigata, lappata, semilegivata o satinata.
LA SCELTA
In fase di cottura diversi fattori influenzano il risultato finale, classificando i prodotti in base ai difetti si possono suddividere le piastrelle in 1° scelta, se non presentano imperfezioni, 2° scelta , se calibrate, stonalizzate e con una forte presenza di macchie e sbeccature, scelta commerciale, se i difetti sono poco evidenti e poco frequenti.
MONOCOTTURA
Sono piastrelle smaltate e pressate che presentano una superficie con il 10% di impermeabilità, utilizzabili sia per la pavimentazione di interni sia di esterni, sono chiamate così perché la pressatura e la smaltatura sono effettuare in un'unica cottura.
BICOTTURA
Sono piastrelle prodotte in due fasi prima viene cotto il supporto detto anche biscotto e successivamente smaltate e cotte nuovamente, presentano una superficie brillante ed essendo delicate sono preferibili per il rivestimento.
GRES PORCELLANATO
Piastrelle non smaltate dotate di supporto chiaro o anche colorato che si ricava tramite pressatura, caratteristica peculiare di questo materiale è la porosità quasi nulla che lo rende uno tra i materiali più resistenti ed è quasi totalmente in assorbente.
COTTO
Il cotto è un materiale dal supporto poroso e particolarmente rosso. Si ottiene tramite estrusione (la forma finale si ottiene facendo passare l’impasto in forme apposite). |